Christian Carlassare
Spread the love

Verona: Ascoltando Mons Christian Carlassare,
LA MISSIONE E’ QUESTIONE DI AMORE

Dopo l’attentato, in cui era rimasto ferito, avevamo pregato e sperato per lui e la sua salute.
Eravamo felici per la sua recente nomina a vescovo, e poi la brutta notizia dell’attentato ci ha lasciato sconvolti e senza parole.

Oggi, venerdì 6 agosto, abbiamo rivisto il nostro confratello, P. Christian Carlassare, che è venuto a visitare la comunità della Casa Madre di Verona, con il sorriso di prima e con la gioia di essere tra noi per condividere la sua esperienza missionaria in Sud Sudan. Dal modo di parlare si nota che P. Christian, neo eletto vescovo a soli 43 anni, è innamorato della sua missione, della sua gente, del suo Sudan. Parla con serenità e ottimismo di Rumbek, la sua diocesi dove, prima di lui, altri missionari e missionarie, consacrati e laici, hanno sacrificato i loro anni giovanili e le loro energie con amore evangelico.

San Daniele Comboni, fondatore dei missionari Comboniani, aveva insegnato ai suoi discepoli che la vocazione missionaria esige e chiede tutto; che il vero apostolo non deve temere niente, e che rischio, pericolo e violenza possono essere parte della loro vita. Dopo quasi 4 mesi di attenzioni e cure mediche, dal quel 25 aprile, dopo sei interventi chirurgici alle gambe, Mons. Carlassare parla solamente del suo desiderio di tornare tra la sua gente. Sa che l’attentato non è venuto dal cuore della gente, che lo ama e lo aspetta di ritorno. E Lui è felice di ripartire perché laggiù ha lasciato il suo cuore. E col cuore missionario, P. Carlassare ci ha impressionato quando ha parlato di un Dio che non abbandona i suoi pastori, e di come la Provvidenza lo ha guidato subito dopo l’attentato. Il suo sentimento più sincero e trasparente è sempre stato il perdono. Appena risvegliato dalla anestesia, le sue parole sono state: “Perdono tutti dal profondo del mio cuore” . E oggi ha aggiunto che il perdono non è fatto di parole; e che il ritornare dove hanno tentato di ucciderlo è una maniera per dire “io perdono chi ha voluto seminare dolore e sofferenza, e credo nella bontà e amore della mia gente, che vuole vivere in pace”. P. Christian inoltre ha aggiunto: “ Io sono stato solo ferito, ma penso a quanti hanno perso la vita in tanti anni di guerra assurda. Nella guerra vince solamente il dolore e la morte. Ma l’amore è più forte della morte”.

La missione, come diceva Daniele Comboni, è questione di amore. Questione d’amore: uscire dalla propria casa, patria e cultura per cercare il volto di Dio nel volto di chi soffre. Questione d’amore: associare gelosamente il proprio destino a quello dei poveri, nel sigillo della croce. Questione di amore! L’amore vince sempre e per questo in un paese torturato da anni di guerre, conflitti, ingiustizie, persecuzioni e sangue, Padre Carlassare, come Comboni, vuole dirci che vale la pena “dare la vita per i nostri fratelli e sorelle”. Tutti i fratelli, ma particolarmente i più poveri, i più bisognosi. Padre Christian si sta preparando alla consacrazione episcopale, cioè è pronto per essere un buon cireneo e portare la croce che pesa da anni sulle spalle della sua gente. Mons. Carlassare sarà il successore di un altro grande vescovo, di una altro innamorato dell’Africa e del Sudan: Mons. Cesare Mazzolari, che Dio ha chiamato a sé ancora forte, a 74 anni. Anche Mons. Mazzolari,dopo una vita trascorsa negli Stati Uniti, ha fatto un salto di qualità missionaria e scelse Rumbek, una terra povera e bisognosa di tutto. Mons. Christian Carlassare desidera seguire le orme del suo predecessore, felice di tornare tra la sua gente, a Rumbek. Noi, che preghiamo e pregheremo per lui siamo convinti che impegnarsi nella missione per la liberazione dell’uomo è possibile solamente se si ha una profonda esperienza di Dio, il Dio della speranza per gli indifesi, il Dio della liberazione per gli oppressi, il Dio del futuro per chi non ha orizzonti, il Dio della consolazione per le vittime della violenza e del razzismo, il Dio della fraternità che non esclude nessuno, e il Dio che invia i suoi apostoli a portare messaggi di speranza e di pace a tutti coloro che vivono in quelle situazioni disumane, che Egli stesso detesta e condanna!

P. Teresino Serra
dal sito comboniani.org

Condividi progetto