365 PASSI INSIEME CON CORAGGIO E SPERANZA
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UN ANNO: 365 PASSI INSIEME CON CORAGGIO E SPERANZA

 

Abbiamo mosso i primi passi nell’anno 2021, guardando al futuro con nuova speranza e ottimismo.

Uno scrittore e giornalista americano, Ambrose Bierce, nel suo libro “il dizionario del Diavolo” scrisse: “Anno nuovo? Ogni anno è un periodo fatto di 365 delusioni”. Bierce era un giornalista stravagante e vagabondo; morì  sui campi di battaglia della guerra civile messicana. Ma prima di lui, un poeta inglese, Alexander Pope, coniava la “nona beatitudine”: “Beato colui che non si aspetta nulla, perché non sarà mai deluso”.
Il Vangelo invece ci invita a sognare, a sperare, a credere nella vita, nel tempo e nella intelligenza del cuore per non spegnere quei sogni che derivano dalla speranza nel futuro. Bisogna credere e non perdere la gioia e la bellezza della vita. Una giovane chiamata Etty Hillesum, alla fine dell’estate del 1943, scriveva: “Di sera, quando coricata sul duro materasso della mia brandina, mi raccolgo in te, mio Dio, e lacrime di gratitudine mi inondano il volto. Si, mio Signore, prego con le lacrime, ringraziandoti per la giornata che termina e per il tempo che mi regali. Io vedo ogni giorno i forni crematori, vedo il volto della morte; ma vedo anche uno specchio di cielo e in questo specchio di cielo che ho nel cuore, vedo libertà, bellezza e speranza”.
La giovane Etty, ebrea, nei fogli sgualciti di un taccuino annotava il suo diario, che diventò il vangelo della speranza e della gioia di essere. Un vangelo di speranza scritto dietro il filo spinato, mentre respirava il fumo denso che usciva dai comignoli dei forni, mentre  vedeva la disperazione nei volti di uomini, donne e bambini nel lager nazista di Auschwitz. Tra le vittime delle camere a gas del 30 Novembre 1943 c’era anche lei, Etty Hillesum. Aveva 29 anni. Nella sua giovane vita, Etty ci ha insegnato a credere nel bene e coltivare con bontà e serenità la giornata che Dio ci offre. All’inizio di ogni anno ripetiamo le tre parole tradizionali:


Buon anno nuovo! Nuovo, perché? Cosa è mutato nel mondo? Molti poveri continuano ad avere fame di cibo e di sicurezza.  In varie parte del mondo si continua a soffrire per le desolazioni delle guerre e del terrorismo. Molti paesi vivono sotto le bombe e fiumane di gente scappano dalle loro terre in cerca di vita e di pace. Cosa c’è di nuovo? Di nuovo c’è il regalo del tempo. Di nuovo c’è la tua buona volontà che, insieme alla mia, diventa una forza di bene. Di nuovo c’è l’ amore, la carità e la solidarietà di molti che credono che il bene è molto di più del male. Il male fa rumore, il bene è silenzioso, ma ha radici più profonde. Di nuovo c’è quello che c’era prima: una schiera di uomini e di donne che, silenziosamente, seminano speranza e amore nel cuore di molti, in nome di un Dio che guida la nostra storia. Di nuovo ci sei tu, con un cuore generoso e un desiderio sempre rinnovato di essere seminatore di bene.
Buon anno nuovo, allora, significa vivere ogni giorno con ottimismo e bontà, con coraggio e generosità. Buon anno nuovo significa chiudere le orecchie a ogni falsità; chiudere le labbra alle parole bugiarde ed egoiste o in grado di ferire. Buon anno significa non lasciarsi sconfiggere dalla paura, dal pericolo o dalla sofferenza. Buon anno significa aprire il nostro cuore a tutto quello che è buono saggio e giusto per il bene degli altri. Buon anno nuovo significa asciugare lacrime di chi piange e riportare sorrisi nei volti di chi soffre.

Scriveva Jorge Luis Borges: “Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita. Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli e dividerli con te. Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro; però quando serve starò vicino a te. Non posso cancellare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore; posso però piangere con te. Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere. Solamente posso volerti come sei. Non sono gran cosa, però sono tutto quello che posso essere”.


In altre parole Borges ci insegna a consacrare il nostro tempo con l’amore, l’amicizia, la fraternità e l’altruismo. Noi Cristiani dobbiamo contemplare il calendario con venerazione. Il Calendario non è il libretto con 12 fogli colorati e 365 giorni. E’ un sentiero di 365 passi da fare con Dio. Sono 365 occasioni per guardare al passato ringraziando, e mirare al futuro sognando il bene e il bello. Sono 365  occasioni per usare bene il tempo, usando bene il cuore, la mente e la parola per creare gioia e serenità nel cuore degli altri. E tra i 365 giorni – insegna il Dalai Lama – ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere bene. E nei 365 giorni dobbiamo sempre riservare un momento da dedicare alla preghiera e chiedere a Dio: Signore, resta con me!

Signore, resta con me in questo anno e anima le mie azioni, le mie parole e i miei pensieri.

Custodisci i miei piedi perché non passeggino oziosi, ma mi portino incontro alle necessità degli altri.

Custodisci le mie mani perché non si allunghino per fare il male, ma sempre per abbracciare e aiutare.

Custodisci la mia bocca perché non dica cose false o vane e non parli male del prossimo; ma sempre sia pronta a incoraggiare tutti.

Custodisci il mio udito perché non perda tempo ad ascoltare parole vuote e falsità, ma sia sempre pronto ad accogliere la parola del mio prossimo.

Custodisci il mio cuore per compiere – oggi,domani e sempre – la tua volontà (preghiera,VII secolo)

Teresino Serra

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