Rep. Dem. Congo
emergenza sfollati, orfani e vedove del Nord Kivu
EMERGENZA SFOLLATI, ORFANI E VEDOVE DEL NORD KIVU
2021
Responsabile:
P. Di Vincenzo Gaspare
Contributo richiesto:
€ 38.111,00
Contributo raccolto:
€ 38.111,00
Completato al 100%

(PROG.N.AF141)
Nel 2019 avevamo iniziato a costruire un memoriale per ricordare le vittime innocenti dei massacri nel territorio di Beni (nel
Nord Kivu, estremo est della Rd Congo) con un percorso che passasse attraverso i luoghi più significativi di questi eventi, quasi una Via crucis di 15 stazioni, allo scopo di educare la gente alla riconciliazione e alla pace. Costruita la prima stazione a Rwangoma, uno dei luoghi dove è avvenuto, il 13 agosto 2016, il più terribile dei massacri, abbiamo dovuto sospendere i lavori a causa dell’insicurezza.
Raggiunto da me tramite un mio confratello, papa Francesco all’Angelus del 15 agosto 2016 si era così espresso:
«Cari fratelli e sorelle, alla Regina della pace, che contempliamo oggi nella gloria celeste, vorrei affidare ancora una volta le ansie e i dolori delle popolazioni che in tante parti del mondo sono vittime innocenti di persistenti conflitti. Il mio pensiero va agli abitanti del Nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo, recentemente colpiti da nuovi massacri che da tempo vengono perpetrati nel silenzio vergognoso, senza attirare neanche la nostra attenzione».
Ultimamente, grazie a una certa calma nel territorio di Beni, avevo preso appuntamento con il parroco della parrocchia della città di Oicha, teatro di grandi massacri, per riprogrammare le stazioni del memoriale previste nel progetto. Arrivando a Oicha sabato 6 febbraio mi viene chiesto di incontrare in un centro di accoglienza dei bambini orfani e delle vedove. Incontro più di ottocento bambini i cui genitori sono stati massacrati sotto i loro occhi dal 2014 a oggi e una cinquantina di vedove i cui mariti sono pure stati uccisi.
Immaginate che tutto ciò avviene sotto gli occhi dei soldati di pace dell’Onu e dei militari congolesi. Infatti lungo la strada da Beni a Oicha ci sono ben tre basi dell’Onu e un numero imprecisato di basi di soldati congolesi. Molti villaggi sono stati abbandonati dalla popolazione costretta a fuggire.
Le vedove mi raccontano che questi massacri avvengono soprattutto sui sentieri al ritorno dai loro campi durante il periodo della raccolta del cacao. I bambini mi dicono come i loro genitori sono stati uccisi, le mamme in particolare.
Le vedove mi manifestano i loro bisogni più urgenti soprattutto per questi 800 bambini accolti presso famiglie del posto. Mi dicono che a causa dell’insicurezza non vanno più nei campi a coltivare riso, patate dolci, fagioli, ecc… E così mancano di che nutrirsi e nutrire questi bambini, non sanno come curarli e con che cosa vestirli. A volte vanno a dormire senza aver nulla mangiato durante il giorno.
Mi chiedono di dar loro una mano a costruire una scuola per questi poveri orfani. Vogliono attivarsi inoltre a realizzare un allevamento di polli e un orto dove coltivare dei legumi. Ho promesso loro che mi sarei attivato presso voi, cari amici della missione, per avere degli aiuti che possano rispondere almeno ai bisogni più urgenti di vitto, vestiti e cure mediche.
La parrocchia di Oicha è servita dai padri Assunzionisti. Con uno di loro, rientrando a Beni, ho condiviso questa drammatica situazione. Il padre Assunzionista, uno psi-cologo, sa che per aiutare questi bambini è necessario anche un centro sociopsicologico dove una équipe di psicologi possa accompagnarli nella loro crescita umano- spirituale e così aiutarli a metabolizzare le loro drammatiche e violente storie vissute.
A voi, amici della missione, in questo tempo di Quaresima, in preparazione alla Pasqua, chiedo la vostra solidarietà nei confronti di questi bambini orfani e di queste vedove che vivono sempre la quaresima, digiunando non per loro scelta ma perché mancano di cibo molti giorni dell’anno.
Il mio grazie a nome di questi orfani e delle vedove, mentre imploro su di voi l’abbondanza delle benedizioni del Signore.
Butembo 10 febbraio 2021
Padre Gaspare Di Vincenzo
missionario comboniano in terra congolese

Condividi progetto