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AF110 – EMERGENZA CICLONE IDAI

AF110 – EMERGENZA CICLONE IDAI

Donazione libera

Informazioni Personali

Totale Donazione: 1,00€

COD: W_PR_AF110 Categoria:

Descrizione

Un violento ciclone si è abbattutto su Mozambico, Malawi we Zimbabwe e non ha ancora terminato la sua “furia distruttrice”.

UNA TRAGEDIA CHE NON FINISCE

La situazione di Beira (Mozambico) a quasi tre mesi dal ciclone IDAI

Aggiornamento SITUAZIONE MOZAMBICO al 06.05.2019: e’ rientrato a fine maggio dal Mozambico P. Leonello Bettini. Un missionario comboniano che ha già passato 48 anni in quel paese e che dopo due mesi di riposo rientrerà ancora. L’abbiamo incontrato e ci ha lasciato alcune notizie che in sintesi riproduciamo.
Era a Beira durante il ciclone del 14 e 15 marzo. Vederlo alla TV era certamente una visione allucinante, ma esserci dentro, diceva, è terribilmente peggio. E’ volato via il tetto della nostra casa e poi tutto quello che c’era dentro. Purtroppo non solo la nostra, tutte le case hanno avuto la stessa sorte. Beira era distrutta al 95%. Associazioni private e pubbliche, organismi multinazionali e il governo hanno cercato di intervenire con mezzi di assistenza: viveri, acqua, tende ecc. Anche la popolazione mozambicana non colpita dalla catastrofe , con un esempio di solidarietà non comune, ha inviato moltissimi aiuti e anche personale.
La situazione oggi è migliorata nella città, dove si possono utilizzare delle strutture riparate o ancora funzionanti. Anche in periferia c’è un certo miglioramento. Moltissime persone sono tuttavia ancora nei campi di rifugiati. Chi può cerca di riparare le case alla bell’e meglio, recuperando teli, lamiere, assi per rifare i tetti. Di ricostruzione vera e propria se ne parlerà più avanti. Purtroppo i prezzi dai viveri a tutti i materiali sono cresciuti a dismisura. La situazione ancora drammatica è quella della zona rurale: non hanno più nulla. Scomparsa l’acqua, hanno seminato le patate dolci, ma occorre quasi un mese per il raccolto. La Caritas diocesana e nazionale intervengono dando dei kit alle famiglie con riso, patate, sale, farina e altri viveri. Ora arriva il freddo, la temperatura si abbassa. E’ urgente provvedere coperte.
Dopo gli aiuti dati per l’emergenza, nella missione dei comboniani della zona di Beira, si sta tentando di costruire una sala polivalente per incontri, ripetizioni scolastiche e nell’emergenza dormitorio. Il costo si aggira sui 30.000,00 €. Inoltre si vorrebbe dare una casa di 4 ambienti a una famiglia di 9 membri che ha perso tutto. Il costo è di circa 8.000,00 €.
La sottoscrizione continua: AF 110 – Fondazione Nigrizia Onlus
“Se la tua mano si svuota per gli altri, la tua bocca sarà sempre piena” (Proverbio della Costa d’Avorio).

Aggiornamento SITUAZIONE MOZAMBICO al 30.04.2019: “un milione e 400mila bimbi in pericolo, 368mila a rischio e potenzialmente bisognosi di sostegno umanitario salvavita e 5 morti. E’ il triste bilancio del secondo violento ciclone, chiamato Kenneth, che ha colpito il Paese a meno di sei settimane dal ciclone Idai con le sue 400 vittime. A lanciare l’allerta sui bambini è l’Unicef, che ha sottolineato che la devastazione causata dal primo tifone e ora da Kenneth, “potrebbe potenzialmente portare il numero complessivo di bambini bisognosi di assistenza umanitaria a quasi 1,4 milioni nelle zone colpite del Mozambico settentrionale e centrale”.
“Il ciclone Kenneth è arrivato giovedì nella provincia di Cabo Delgado, al nord del Mozambico, come tempesta di categoria 4. I meteorologi avvertono che potrebbe continuare a piovere per giorni, con le aree colpite a rischio di forti inondazioni e frane. Anche lo sfollamento preoccupa, poiché Kenneth ha distrutto fino al 90% delle abitazioni in alcuni villaggi. Il terreno “è saturo di pioggia e i fiumi sono gonfi, quindi l’emergenza potrebbe peggiorare per il rischio inondazioni”, afferma Michel Le Pechoux dell’Unicef.”

Aggiornamento al 09.04.2019: il ciclone Idai è stato giudicato come la più violenta catastrofe meteorologica della storia dell’Africa australe. Ha colpito oltre 3 milioni di persone e non si è ancora riusciti a tracciare un bilancio definitivo. Nella zona di Beira e dintorni i morti sono oltre 700, gli sfollati quasi un milione, moltissimi i bambini rimasti soli. 112.000 case distrutte o danneggiate o alluvionate. 715 mila ettari di campi coltivati sono stati sommersi a pochi giorni dal raccolto, provocando una gravissima carestia. I colpiti da colera sono ormai più di 1700. L’ONU ha fatto arrivare 1 milione di vaccini anticolera. L’OMS ha dichiarato che il contagio potrebbe raggiungere dalle 5 alle 10.000 persone. Si sta vaccinando il più possibile. La protezione civile italiana sta collaborando con un ospedale da campo, con cibo, acqua, attrezzature tra cui tende , medici, infermieri e personale esperto. Continua la distribuzione di cibo, acqua e medicinali. Fuori Beira molte aree sono ancora isolate e non stanno ricevendo che poca o nessuna assistenza. La gente sta dando prova di coraggio, di forza e di speranza. E’ questo il giudizio dei missionari. Alcune affermazioni. “Grazie al cielo non piove, c’è il sole e allora si riparte. Il sole ci spinge oltre la situazione. Abbiamo perso tutto, ma siamo ancora vivi: la vita c’è, si può ricominciare”. Abbiamo già passato la “Passione”, ora cerchiamo di vivere la “Pasqua di risurrezione”. Un missionario ha esclamato: “ho respirato la forza della speranza, la forza di questo popolo mi ha colpito”. L’annuncio della visita del Papa, in settembre, ha suscitato un enorme entusiasmo e una dirompente speranza. Il motto del viaggio di Papa Francesco è: “Speranza, pace e riconciliazione”.
Dell’inoltro dei contributi avuti per il Mozambico vi terremo informati.
P. Venanzio Milani
Missionario Comboniano
Coordinatore Fondazione Nigrizia Onlus

Aggiornamento al 01.04.2019: il Ministero della sanità del Mozambico ha confermato che a Beira ci sono casi accertati di colera. Il ciclone ha distrutto la rete idrica, c’è scarsità di acqua potabile, la gente è costretta a bere acqua dai pozzi contaminati o addirittura acqua stagnante.
La vita sta lentamente riprendendo, e per fortuna da 3 giorni non piove e l’acqua si sta ritirando. I prezzi dei beni alimentari e di prima necessità sono purtroppo aumentati del 300%. Per l’emergenza servono: cibo, acqua potabile, medicine, assistenza sanitaria e vestiti. C’è il grande problema della ricostruzione di oltre 91.000 case, distrutte o gravemente danneggiate e del risanamento degli oltre 500.000 ettari di terreno agricolo andati persi.
In Malawi la situazione è migliorata, anche perché i danni non sono stati come quelli di Beira. La gente con molta pazienza sta riprendendo la vita, ricostruendo le case e risanando i campi.

Aggiornamento al 19.03.19: finalmente siamo riusciti a metterci in contatto con i Missionari Comboniani e le Missionarie Comboniane di Beira. Stanno bene, anche se le abitazioni hanno avuto grossi danni.
La situazione della città di Beira che conta mezzo milione di abitanti è “drammatica e terrificante”.
Il 90% della città e della periferia è stata “rovinata o distrutta”. E’ irraggiungibile per via terra.
Alcuni dati del giorno: 873 case distrutte, 24 ospedali e 267 scuole parzialmente o totalmente danneggiate.
I morti sono più di 100, ma il capo dello stato, Filipe Nyusi, teme che possano arrivare a 1.000.

I danni sono altissimi: si parla di circa 200 morti, migliaia i feriti e i dispersi, le case sono crollate o gravemente danneggiate, le strade non esistono più, i campi sono devastati e i raccolti previsti per maggio sono distrutti. I missionari comboniani in Mozambico sono 44 e animano 12 missioni. Sono anche a Beira. In Malawi sono 17 e seguono 5 missioni. Padre Goffredo Donato del Malawi ci invita a segnalare la situazione e a chiedere aiuti: le zone colpite dove siamo presenti sono Lirangwe, Lisungwi, Balaka e Mbera. Con Beira, fino ad oggi, non abbiamo potuto avere contatti diretti. E’ la zona più colpita del Mozambico.

Apriamo una sottoscrizione per avere fondi che invieremo ai missionari comboniani del Malawi e del Mozambico per aiuti di emergenza e di ricostruzione.La situazione è drammatica e la pioggia non cessa, rendendo la situazione più difficile, urgente necessità di cibo e acqua potabile. Vi terremo informati della situazione.

Cordialmente,
P. Venanzio Milani
Missionario Comboniano
Coordinatore Fondazione Nigrizia Onlus

Un violento ciclone si è abbattutto su Mozambico, Malawi we Zimbabwe e non ha ancora terminato la sua “furia distruttrice”. UNA TRAGEDIA CHE NON FINISCE La situazione di Beira (Mozambico) a quasi tre mesi dal ciclone IDAI Aggiornamento SITUAZIONE MOZAMBICO al 06.05.2019: e’ rientrato a fine maggio dal Mozambico P. Leonello Bettini. Un missionario comboniano che ha già passato 48 anni in quel paese e che dopo due mesi di riposo rientrerà ancora. L’abbiamo incontrato e ci ha lasciato alcune notizie che in sintesi riproduciamo. Era a Beira durante il ciclone del 14 e 15 marzo. Vederlo alla TV era certamente una visione allucinante, ma esserci dentro, diceva, è terribilmente peggio. E’ volato via il tetto della nostra casa e poi tutto quello che c’era dentro. Purtroppo non solo la nostra, tutte le case hanno avuto la stessa sorte. Beira era distrutta al 95%. Associazioni private e pubbliche, organismi multinazionali e il governo hanno cercato di intervenire con mezzi di assistenza: viveri, acqua, tende ecc. Anche la popolazione mozambicana non colpita dalla catastrofe , con un esempio di solidarietà non comune, ha inviato moltissimi aiuti e anche personale. La situazione oggi è migliorata nella città, dove si possono utilizzare delle strutture riparate o ancora funzionanti. Anche in periferia c’è un certo miglioramento. Moltissime persone sono tuttavia ancora nei campi di rifugiati. Chi può cerca di riparare le case alla bell’e meglio, recuperando teli, lamiere, assi per rifare i tetti. Di ricostruzione vera e propria se ne parlerà più avanti. Purtroppo i prezzi dai viveri a tutti i materiali sono cresciuti a dismisura. La situazione ancora drammatica è quella della zona rurale: non hanno più nulla. Scomparsa l’acqua, hanno seminato le patate dolci, ma occorre quasi un mese per il raccolto. La Caritas diocesana e nazionale intervengono dando dei kit alle famiglie con riso, patate, sale, farina e altri viveri. Ora arriva il freddo, la temperatura si abbassa. E’ urgente provvedere coperte. Dopo gli aiuti dati per l’emergenza, nella missione dei comboniani della zona di Beira, si sta tentando di costruire una sala polivalente per incontri, ripetizioni scolastiche e nell’emergenza dormitorio. Il costo si aggira sui 30.000,00 €. Inoltre si vorrebbe dare una casa di 4 ambienti a una famiglia di 9 membri che ha perso tutto. Il costo è di circa 8.000,00 €. La sottoscrizione continua: AF 110 – Fondazione Nigrizia Onlus “Se la tua mano si svuota per gli altri, la tua bocca sarà sempre piena” (Proverbio della Costa d’Avorio). Aggiornamento SITUAZIONE MOZAMBICO al 30.04.2019: “un milione e 400mila bimbi in pericolo, 368mila a rischio e potenzialmente bisognosi di sostegno umanitario salvavita e 5 morti. E’ il triste bilancio del secondo violento ciclone, chiamato Kenneth, che ha colpito il Paese a meno di sei settimane dal ciclone Idai con le sue 400 vittime. A lanciare l’allerta sui bambini è l’Unicef, che ha sottolineato che la devastazione causata dal primo tifone e ora da Kenneth, “potrebbe potenzialmente portare il numero complessivo di bambini bisognosi di assistenza umanitaria a quasi 1,4 milioni nelle zone colpite del Mozambico settentrionale e centrale”. “Il ciclone Kenneth è arrivato giovedì nella provincia di Cabo Delgado, al nord del Mozambico, come tempesta di categoria 4. I meteorologi avvertono che potrebbe continuare a piovere per giorni, con le aree colpite a rischio di forti inondazioni e frane. Anche lo sfollamento preoccupa, poiché Kenneth ha distrutto fino al 90% delle abitazioni in alcuni villaggi. Il terreno “è saturo di pioggia e i fiumi sono gonfi, quindi l’emergenza potrebbe peggiorare per il rischio inondazioni”, afferma Michel Le Pechoux dell’Unicef.” Aggiornamento al 09.04.2019: il ciclone Idai è stato giudicato come la più violenta catastrofe meteorologica della storia dell’Africa australe. Ha colpito oltre 3 milioni di persone e non si è ancora riusciti a tracciare un bilancio definitivo. Nella zona di Beira e dintorni i morti sono oltre 700, gli sfollati quasi un milione, moltissimi i bambini rimasti soli. 112.000 case distrutte o danneggiate o alluvionate. 715 mila ettari di campi coltivati sono stati sommersi a pochi giorni dal raccolto, provocando una gravissima carestia. I colpiti da colera sono ormai più di 1700. L’ONU ha fatto arrivare 1 milione di vaccini anticolera. L’OMS ha dichiarato che il contagio potrebbe raggiungere dalle 5 alle 10.000 persone. Si sta vaccinando il più possibile. La protezione civile italiana sta collaborando con un ospedale da campo, con cibo, acqua, attrezzature tra cui tende , medici, infermieri e personale esperto. Continua la distribuzione di cibo, acqua e medicinali. Fuori Beira molte aree sono ancora isolate e non stanno ricevendo che poca o nessuna assistenza. La gente sta dando prova di coraggio, di forza e di speranza. E’ questo il giudizio dei missionari. Alcune affermazioni. “Grazie al cielo non piove, c’è il sole e allora si riparte. Il sole ci spinge oltre la situazione. Abbiamo perso tutto, ma siamo ancora vivi: la vita c’è, si può ricominciare”. Abbiamo già passato la “Passione”, ora cerchiamo di vivere la “Pasqua di risurrezione”. Un missionario ha esclamato: “ho respirato la forza della speranza, la forza di questo popolo mi ha colpito”. L’annuncio della visita del Papa, in settembre, ha suscitato un enorme entusiasmo e una dirompente speranza. Il motto del viaggio di Papa Francesco è: “Speranza, pace e riconciliazione”. Dell’inoltro dei contributi avuti per il Mozambico vi terremo informati. P. Venanzio Milani Missionario Comboniano Coordinatore Fondazione Nigrizia Onlus Aggiornamento al 01.04.2019: il Ministero della sanità del Mozambico ha confermato che a Beira ci sono casi accertati di colera. Il ciclone ha distrutto la rete idrica, c’è scarsità di acqua potabile, la gente è costretta a bere acqua dai pozzi contaminati o addirittura acqua stagnante. La vita sta lentamente riprendendo, e per fortuna da 3 giorni non piove e l’acqua si sta ritirando. I prezzi dei beni alimentari e di prima necessità sono purtroppo aumentati del 300%. Per l’emergenza servono: cibo, acqua potabile, medicine, assistenza sanitaria e vestiti. C’è il grande problema della ricostruzione di oltre 91.000 case, distrutte o gravemente danneggiate e del risanamento degli oltre 500.000 ettari di terreno agricolo andati persi. In Malawi la situazione è migliorata, anche perché i danni non sono stati come quelli di Beira. La gente con molta pazienza sta riprendendo la vita, ricostruendo le case e risanando i campi. Aggiornamento al 19.03.19: finalmente siamo riusciti a metterci in contatto con i Missionari Comboniani e le Missionarie Comboniane di Beira. Stanno bene, anche se le abitazioni hanno avuto grossi danni. La situazione della città di Beira che conta mezzo milione di abitanti è “drammatica e terrificante”. Il 90% della città e della periferia è stata “rovinata o distrutta”. E’ irraggiungibile per via terra. Alcuni dati del giorno: 873 case distrutte, 24 ospedali e 267 scuole parzialmente o totalmente danneggiate. I morti sono più di 100, ma il capo dello stato, Filipe Nyusi, teme che possano arrivare a 1.000. I danni sono altissimi: si parla di circa 200 morti, migliaia i feriti e i dispersi, le case sono crollate o gravemente danneggiate, le strade non esistono più, i campi sono devastati e i raccolti previsti per maggio sono distrutti. I missionari comboniani in Mozambico sono 44 e animano 12 missioni. Sono anche a Beira. In Malawi sono 17 e seguono 5 missioni. Padre Goffredo Donato del Malawi ci invita a segnalare la situazione e a chiedere aiuti: le zone colpite dove siamo presenti sono Lirangwe, Lisungwi, Balaka e Mbera. Con Beira, fino ad oggi, non abbiamo potuto avere contatti diretti. E’ la zona più colpita del Mozambico. Apriamo una sottoscrizione per avere fondi che invieremo ai missionari comboniani del Malawi e del Mozambico per aiuti di emergenza e di ricostruzione.La situazione è drammatica e la pioggia non cessa, rendendo la situazione più difficile, urgente necessità di cibo e acqua potabile. Vi terremo informati della situazione. Cordialmente, P. Venanzio Milani Missionario Comboniano Coordinatore Fondazione Nigrizia Onlus